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ALDO BEVILACQU@

I miei commenti sulle riunioni dei Consigli e delle Commissioni

 

Consiglio provinciale del 29 giugno 2009

Nel consiglio provinciale del 29 giugno il tema politico è stato il documento relativo alle “Linee programmatiche” del nuovo Presidente della Provincia. Nella sua relazione il Presidente ha espresso la sua volontà di collaborare non solo con le minoranze ma anche con le Associazioni, i Sindacati, gli altri Enti istituzionali, ecc.

Premesso ciò, non avendo alcun genere di pregiudizio, ho chiesto al Presidente di dimostrare subito quanto andava dicendo. In particolare, ho chiesto che il documento presentato fosse emendato da affermazioni di tenore puramente elettorale (ed in tale contesto ammissibili, ma sicuramente poco istituzionali e non degne del primo atto formale del Presidente della Provincia) del tipo:

“”Nuova Provincia “ non è solo una dichiarazione di discontinuità politica con la coalizione che ha gestito la legislatura di centrosinistra, che si avvia a chiudere un quinquennio fallimentare”

”La nostra è discontinuità con l’inefficienza, la lentezza burocratica, il disimpegno, la ritualità e la riproposizione del vecchio”

e di tenere in considerazione alcuni temi che sono cari ad IdV novarese, tra cui:

-         Attenzione ambientale all’evoluzione delle sorti di Malpensa e degli impatti derivanti sulla comunità novarese;

-         Rinuncia all’ipotesi di privatizzazione del settore acqua;

-         Trasparenza e correttezza della gestione pubblica con particolare riguardo alle società partecipate.

A fronte di una non accettazione degli emendamenti e a nessuna risposta sulle tematiche ambientali proposte il mio voto è stato contrario come quello del PD e di Rifondazione-Comunisti italiani mentre UDC si è astenuto e quindi le Linee programmatiche sono state approvate solo dalla maggioraanza compatta.

Consiglio provinciale del 30 luglio 2009

Oggetto all’ordine del giorno: “Costituzione delle commissioni consiliari permanenti previste dal regolamento per il funzionamento del Consiglio provinciale.”

A fronte della proposta della maggioranza di tenere invariato il numero di sette commissioni e di effettuare delle integrazioni sulle competenze di alcune di esse il gruppo di IdV ha fatto le seguenti osservazioni.

Per quanto riguarda il numero si riscontra che, aldilà del fatto che è stato mantenuto invariato, non corrisponde al numero degli Assessorati (dieci). Tale disallineamento è poco comprensibile e genererà incomprensioni ed equivoci. Sicuramente una pretesa di “solo” sette Assessori sarebbe stata più trasparente, economica (per l’Ente) e quindi capibile dai cittadini.

Per quanto riguarda le competenze, si segnala che l’inserimento esplicito nella terza Commissione della sicurezza non è condivisibile perché sostanzialmente  incongruente e propagandistico.

A livello nazionale (l’unico livello corretto per gestire e coordinare la sicurezza) il centrodestra diminuisce i fondi a diposizione e non imposta programmi strategici quindi, ad. esempio:

- a fronte di circa 45.000 posti nelle carceri si trovano attualmente detenuti circa 70.000 carcerati e tale numero è in continuo aumento con il proliferare della normativa penale e non si ha traccia di interventi strategici;

- le volanti sono ferme perché manca la benzina e non ci sono i soldi per pagare gli straordinari degli addetti delle forze dell’Ordine.

Tali argomentazioni sono state recepite e fatte proprie dal gruppo di Rifondazione – Comunisti Italiani mentre non sono state respinte dalla maggioranza e ignorate dai gruppi PD e UDC.

In totale la proposta del centrodestra è stata approvata dallo stesso e da PD e UDC mentre IdV e Rifondazione-Comunisti italiani si sono astenuti.

Consiglio provinciale del 28 settembre 2009

In questo Consiglio provinciale hanno tenuto banco le interrogazioni e gli ordini del giorno presentati da Albanese (PDL) e Turchelli (a nome del solo del PD).

Le tematiche più scottanti sono state l’inquinamento atmosferico rilevato a Cerano e la questione dei precari nella scuola. Sul primo tema non è stato difficile trovare una convergenza e tutto il Consiglio ha votato quindi un documento presentato durante la seduta dalla maggioranza che ha comunque accolto emendamenti delle opposizioni dopo una sospensione di riflessione di pochi minuti.

Anche sulla questione dei precari della scuola la maggioranza ha pure presentato un proprio documento dopo la discussione. A questo punto io ho puntualizzato che in due casi su due la maggioranza bypassava le competenti commissioni e la Conferenza dei capigruppo presentando documenti direttamente in aula e solo dopo la discussione e, se questo sarà il metodo che la maggioranza vorrà usare per il futuro (ancorché legittimo) è assolutamente deprecabile, poco rispettoso nei confronti anche del presidente del Consiglio provinciale e poco utile se si vuole perseguire l’interesse dei cittadini.

Nel caso dell’ordine del giorno sui precari della scuola della maggioranza vi erano inserite affermazioni e quantità che necessitavano di una verifica e di ulteriori approfondimenti che ovviamente non si era in condizione effettuare.

I due ordini del giorno sono stati votati quindi con un mero “taglio politico”. Le minoranze hanno sostenuto con senso di responsabilità il documento del PD che non è passato mentre la maggioranza si è votato il suo.

Consiglio provinciale del 14 ottobre 2009

Sull’istituzione dei Circondari, compatibili con la normativa attualmente vigente, si è aperta una questione di opportunità.

La consigliera di Rifondazione-Comunisti italiani ha sollevato dubbi sull’opportunità di creare ulteriori Enti chiedendo il parere in merito del Ministro per la semplificazione.

Alcuni Consiglieri provinciali del PD hanno fatto osservazioni sul relativo regolamento portato in approvazione in maniera frettolosa. Io ho sollevato perplessità sull’utilità tale Ente poiché avrebbe solo funzione consultiva mentre nel contempo costituirebbe un irrigidimento burocratico superfluo e, potrebbe darsi, in alcuni casi dannoso. Vale la pena ricordare che da sempre vige l’obbligo della collaborazione istituzionale tra Enti pubblici e quindi anche e non solo tra Comuni e Provincia che si sono incontrati e possono e devono incontrasi quando serve e quindi non si vede la novità sostanziale di quanto proposto.

I problemi sono nati ancora prima dell’approvazione dal non voler tenere in considerazione che esistono già sul territorio “Associazioni di Comuni”, “ATO delle acque”,”Consorzi dei rifiuti”, etc sorti per trattare specifiche tematiche. Alcuni comuni (Invorio, Casalvolone, Veruno, Gattico, Suno) hanno infatti contestato la suddivisione proposta.

Questo nuovo strumento invece non parte delle problematiche da affrontare ma da una suddivisione “a tavolino” del territorio della Provincia. Ho quindi fatto l’esempio dell’allargamento di una strada statale nel tratto tra due comuni limitrofi appartenenti a due Circondari diversi.

Ora basterebbe una riunione tra Provincia ed i due comuni.  Domani serviranno due riunioni di Circondari diversi e se le conclusioni fossero diverse bisognerà istituire anche un “Supercircondario” per dirimere la questione. Nella repplica il Presidente della Provincia ha risposto in merito che il ragionamento da me fatto era per lui troppo complicato e che ovviamente qualora ci fossero necessità operative  lui avrebbe convocato direttamente i due comuni e non i Circondari.

Con la risposta data il Presidente ha quindi di fatto confermato l’inutilità amministrativa del “giocattolo”.

Consiglio provinciale del 28 ottobre 2009

Entrambi i consiglieri di Italia dei Valori erano assenti per precedenti inderogabili impiegni presi.

Consiglio provinciale del 6 novembre 2009

Questione “patto di stabilità”.

Due ordini del giorno erano stati depositati, uno dal PD e uno dalla maggioranza con sostanziali analoghi contenuti.

Io ho evidenziato che la normativa sul “patto di stabilità” sconta un’impostazione dirigista centrale molto severa nei confronti degli Enti locali quanto permissiva per il governo. La crisi strutturale in atto richiederebbe uno sblocco degli investimenti, più che a livello di grandi opere, a sostegno delle esigenze del territorio che sono conosciute dagli enti locali, principalmente i comuni, tenendo in debita considerazione le effettive priorità.

Per quanto riguarda invece il debito pubblico, le ultime notizie informano di un ulteriore sforamento del bilancio a livello nazionale e, mentre assistiamo ad una razionalizzazione delle spese per le Comunità montane ed i Consigli circoscrizionali, nulla viene detto e fatto per contenere gli sprechi romani e le auto blu.

Questione lavoro.

Anche in questo caso due ordini del giorno presentati da PD e maggiornanza sostanzialmente analoghi che si differenziavano per l’eliminazione dal documento della maggioranza di un punto del dispositivo in quanto ritenuto non di competenza della Provincia. Oltre a questi un documento autonomo di Rifondazione –Comunisti italiani.

Preso atto della volontà di convergere su un testo condiviso da tutto il Consiglio io ho precisato nel mio intervento che l‘attuale crisi deriva da un’impostazione culturale manageriale assolutamente predominante negli ultimi anni secondo cui il lavoratore è un costo strutturale da annullare o perlomeno da contenere con tutte le “armi” aziendali a disposizione.

Ovviamente se queste sono le premesse, le conclusioni non possono che essere, a distanza di anni, non soltanto problemi a livello di PIL e di crescita economica ma ovviamente e principalmente di perdita massiccia di posti di lavoro.

Ciò detto, l’attuale situazione richiede interventi urgenti per dare un sollievo alle tante famiglie in difficoltà e il testo che si andrà a votare congiuntamente ha sostanzialmente questo scopo ma anche si pone anche una questione strategica.

Servono interventi coordinati, strategici e di tipo sistematico che partano da un approccio culturale diverso.

Il lavoratore deve essere visto come una risorsa fondamentale e cruciale per il successo e soprattutto per il mantenimento del successo nel tempo di un’impresa.

Gli enti pubblici devono, secondo me, affrontare la sfida di individuare interventi anticongiunturali che vadano in questo senso e contemporaneamente siano di basso impatto economico e finanziario per non aggravare i bilanci.

Dopo una sospensione per una Conferenza dei capigruppo è stato quindi votato un testo condiviso. Succesivamente il documento presentato da Lidia Brisca Menapace, con la stessa assente al momento del voto, ha ottenuto l’astensione concordata dei componenti della maggioranza, di IdV e di UdC mentre è passato con i voti favorevoli del PD.

 
 
 

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